Database dei fondi musicali toscani

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Fondo della Filarmonica Gioacchino Rossini

Conservatore
Filarmonica Gioacchino RossiniFilarmonica Gioacchino Rossini

Indirizzo: via Buozzi, 8/A
CAP: 57021
Comune: Campiglia Marittima
Provincia: LI
Regione: TOSCANA
http://www.bandacittadinacampigliamarittima.it



Produttore
Filarmonica Gioacchino Rossini Filarmonica Gioacchino Rossini
Estremi cronologici: 1903-
Cenni biografici: Nonostante siano documentate attività musicali nella cittadina di Campiglia già negli ultimi decenni dell’Ottocento è nel 1903 che viene firmato il primo statuto di una Filarmonica, che porta il nome del pistoiese Teodulo Mabellini, compositore che aveva molto aiutato lo sviluppo dell’attività musicale in zona (negli anni ’20 fu poi dedicata a Gioacchino Rossini). Ha un buon successo fino al 1950, soprattutto sotto la guida del M. Michele Andreoni, ma successivamente vive fasi alterne di inattività e ripresa, pur senza mai essere definitivamente dismessa; la più grande crisi avviene tra il 1987 e il 1996, anno in cui la Filarmonica sembra acquistare nuova vita anche grazie allo spostamento nella sede del Cinema Mannelli, in cui, però, nel 2001 avviene il crollo del tetto. Momentaneamente la Filarmonica prova presso il Teatro dei Concordi, in attesa di una nuova sede.

Vedi anche:

Filarmonica "Gioacchino Rossini".  Ultima visita: 22 mar. 2018
Note e bibliografia: I gruppi bandistici a Campiglia Marittima: immagini e storia dall’800 ad oggi / Giampiero Tagliaferri, Leonardo Topi. Livorno: MediaPrint, 2005 (SMF: CEDOMUS.189)


Anno di acquisizione
1903

Metodo di acquisizione
Nativo|Acquisto

Storia del fondo
La Filarmonica di Campiglia Marittima conserva musiche sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1903. Ha un buon successo fino al 1950 ma successivamente vive fasi alterne di inattività e ripresa, pur senza mai essere definitivamente dismessa. Questo, unito ai numerosi cambi di sede e al crollo del tetto di una di esse, ha determinato la non conservazione dell’unità del fondo, poiché durante le movimentazioni e le fasi di crisi dell’attività sono state conservate in casa di musicisti e mai restituite, oppure disperse. Le musiche più antiche, dunque, risultano smarrite, così come la maggior parte degli autografi dei maestri direttori della Filarmonica; il resto delle musiche è diviso tra la casa dell’attuale maestro e una stanza del Cinema Mannelli, momentaneamente adibita ad archivio, in attesa di una nuova sistemazione.


Ambito disciplinare
Musica

Alimentazione del fondo
Aperto

Accessibilità del fondo
Temporaneamente non consultabile
Il materiale musicale è in fase di sistemazione.

Tipologia
È stato possibile visionare solo il materiale presente nella stanza che momentaneamente conserva le musiche, in attesa di una nuova sistemazione; questo non ha permesso di avere una visione complessiva del fondo. La musica qui contenuta è esclusivamente strumentale per organico bandistico, a stampa della seconda metà del Novecento, in partiture e parti, per un totale di circa 200 cartelline, alcune all’interno di scatole. Si tratta soprattutto di musica leggera e colonne sonore (Il Gladiatore, ed: Bernaerts; Rocky, Torino: Scomegna), ma anche marce, canti popolari (In montagna, Napoli: Pucci) e variazioni su temi d’opera. Tra gli editori si evidenziano Scomegna, Marc Reift (Svizzera) e i toscani Schermo (Fucecchio) e Nacra (Pontedera).
Alle pareti della sede sono appesi alcuni strumenti musicali.

Genere
Bandistica
Strumentale

Consistenza materiale principale
Musica a stampa moderna (post 1830)

Consistenza materiale secondaria
Strumenti musicali

Datazione del materiale
1901-2000
post-2000

Caratteristiche fisiche
Le musiche presenti presso la sede della filarmonica, in partiture e parti, sono conservate in cartelline di cartone, raccoglitori e scatole.

Stato di conservazione
Mediocre

Ambiente di conservazione
Solo una parte delle musiche è conservata in scaffali metallici; il resto è all’interno di scatole, in attesa di essere riordinato nella nuova sede.

Data ultima modifica
16.05.2018

Fonte compilazione
sopralluogo marzo 2018 Nicola Bianchi



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