Database dei fondi musicali toscani

TORNA ALLA RICERCANUOVA RICERCA

Fondo della Cappella musicale di Santa Maria di Provenzano

Conservatore
Biblioteca comunale degli IntronatiBiblioteca comunale degli Intronati

Codice ICCU: IT-SI0046
Codice RISM: I-Sc
Indirizzo: Via della Sapienza n. 3
CAP: 53100
Comune: Siena
Provincia: SI
Telefono: 0577 292666/292669
http://www.bibliotecasiena.it/
biblioteca@biblioteca.comune.siena.it


Produttore
Cappella musicale della Chiesa di Santa Maria di Provenzano Cappella musicale della Chiesa di Santa Maria di Provenzano
Estremi cronologici: 1611-post 1890
Cenni biografici: La cappella della chiesa di Provenzano, nel quartiere senese costruito sui possedimenti medievali di Provenzano Salvani (eroe ghibellino di Montaperti), divenne una sorta di cappella personale di Ferdinando I de' Medici, che eresse la chiesa 45 anni dopo gli avvenimenti miracolosi della Madonna di Provenzano del 1552. I discendenti di Ferdinando, dopo il completamento della chiesa nel 1611, continuarono a trattare la cappella come chiesa granducale alternativa al Duomo, sostenendo il culto mariano fino a istituire perfino un secondo palio dedicato alla  Madonna. La cappella rimase fiorente fino alla fine dell'Ottocento, anche dopo essere confluita (intorno al 1860) nelle maglie gestionali dirette del Duomo. Nel 1828 la cappella istituì una scuola di musica che aprì anche ai laici, e dallo stesso anno ci sono prove di impiego, nelle messe e nelle funzioni ecclesiastiche, di musici provenienti dalle neonate formazioni bandistiche senesi, la Banda Municipale e la Filarmonica, con le quali la cappella si scambiò maestri e maestranze. Nel Settecento devono aver partecipato alla produzione musicale provenzanese anche Domenico Franchini, organista del Duomo, Carlo Lapini e Deifebo Romagnoli, anch'essi connessi con il Duomo, mentre maestri di cappella ottocenteschi sono probabilmente stati, tra gli altri, Angelo Ortolani, Quirino Bocciardi, Rinaldo Morrocchi e Stefano Zani.

 

 
Note e bibliografia: La musica in Siena. Appunti storici relativi a quest'arte e a' suoi cultori / Rinaldo Morrocchi. Edizione a cura di Luciano Banchi con nota biografica dell’autore di Raffaello Lapi. Siena : Litografia Sordomuti di Lazzeri, 1886.

Deifebo Romagnoli e Francesco Ceracchini: musicisti senesi del 1700/1800. I maestri di Deifebo e il regulamento della cappella musicale del duomo di Siena / Antonio Mazzeo. Siena : Centro Studi per la Storia della Musica Senese, 1991.

Music and Musicians at Santa Maria di Provenzano, Siena, 1595-1640 / Colleen Reardon. In The Journal of Musicology, vol. 11 n. 1 (inverno 1993), Oakland (CA), University of California Press, 1993, pp. 106-132.

Opere e concerti in Siena dal 1785 al 1799 / Antonio Mazzeo. Siena : Cantagalli, 1994.

Rinaldo Franciviolinista e compositore senese del 1800 / Antonio Mazzeo. Siena : Cantagalli, 1997.


Metodo di acquisizione
Soppressione enti ecclesiastici

Nota dell'acquisizione
Confluito probabilmente a fine ‘800 presso la Biblioteca, forse per soppressione dell’ente ecclesiastico di provenienza.

Storia del fondo

Il fondo racchiude la quasi totalità della produzione della cappella di Provenzano, dal 1611 chiesa medicea senese alternativa al Duomo. Le musiche polifoniche seicentesche collezionate testimoniano un’attività musicale molto fiorente, continuata nel Settecento e nell'Ottocento. Nonostante la cappella di Provenzano fosse considerata, rispetto a quella del Duomo, d'uso "privato" dei Medici, i contatti tra le due istituzioni musicali non furono rari, vista la presenza, nel fondo, di composizioni di maestri del Duomo, come Francesco Ceracchini, Domenico Franchini, Lorenzo Borsini e Carlo Lapini). Nell'Ottocento, con l’apertura di una scuola di musica pubblica e con una più chiara collaborazione con il Duomo, la produzione di Provenzano ha un’impennata, evidente nella gran mole di musiche di Angelo Ortolani, Rinaldo Morrocchi (cfr. scheda fondo Corridi), Quirino Bocciardi e Stefano Zani, tutti maestri di cappella o musicisti attivi nella collegiata provenzanese, impegnati anche in una collaborazione con le bande cittadine (la Banda Municipale e la Filarmonica, negli anni ‘50 dell’Ottocento diretta dallo stesso Morrocchi, vedi il fondo bandistico). I musicisti devono aver portato con sé, al momento dell’assunzione a Provenzano, musiche scritte durante loro incarichi precedenti, come dimostrano le numerose diciture («donata dall'autore») presenti nelle musiche di Bocciardi e Ortolani composte per le parrocchie provinciali (Pontignano, Buonconvento, Scorgiano). La collezione musicale deve essere stata smembrata al momento della soppressione dell'ente ecclesiastico, tanto che un inventario del posseduto e alcuni libri liturgici sono finiti all'Archivio Arcivescovile (vedi relativa scheda). Una volta pervenute alla Biblioteca, in modalità sconosciuta, le musiche sono state suddivise per tipologia di materiale, per cui oggi non sono più rintracciabili come nucleo unitario. Grazie alla relazione introduttiva dell’inventario della "Musica manoscritta" e alla presenza di timbri e altre note di provenienza è stato possibile riscontrare la comune provenienza e delinearne l’originaria consistenza. Oggi le musiche sono confluite, nella sola parte manoscritta, nel fondo "Musica manoscritta" della Biblioteca, e nelle "Miscellanee musicali" per quanto riguarda gli esemplari a stampa.



Ambito disciplinare
Musica

Alimentazione del fondo
Chiuso

Indicizzazione del fondo
Oltre all’inventario dei manoscritti della Biblioteca, redatto da Rossana De Benedictis e Mario De Gregori nel 1988 (consultabile in biblioteca), esiste un completo inventario manoscritto conservato e consultabile presso l’Archivio Arcivescovile senese (Copia della Musica appartenente all'Opera della Chiesa di Provenzano estratta dall'Inventario Generale, vergato alla fine dell’Ottocento), che elenca tutta la musica di proprietà di Provenzano enumerata dalla cifra 1044 in poi, cifra progressiva che è apposta manoscritta (quasi sempre insieme al timbro identificativo dell’Opera di Provenzano), in etichette bianche decorate in blu coeve all'inventario, su tutti i pezzi del fondo (vedi anche la scheda relativa di ciò che di Provenzano è rimasto all'Archivio Arcivescovile).
Le musiche manoscritte di Provenzano sono confluite, insieme a tutti gli altri manoscritti musicali della Biblioteca, in un'operazione di catalogazione in ISIS effettuata nel 2000, il cui risultato (sia cartaceo sia sfogliabile in interfaccia informatica) è consultabile in sede, ma non consente una ricerca per fondo.

Accessibilità del fondo
Consultabile

Tipologia
Le musiche riferibili alla Cappella di Provenzano sono circa un migliaio, soprattutto manoscritte (solo 20 le stampe) e coprono un arco cronologico che va dal Seicento agli inizi del Novecento, dalla fervente attività fino alla sua probabile cessazione. Tutto il materiale è stato smembrato a seconda della tipologia e della datazione. I manoscritti occupano pressoché interamente i faldoni da 75 a 148 della raccolta "Musica manoscritta" della Biblioteca. La musica a stampa è sparsa in diversi ambienti: la polifonia sei-settecentesca, le stampe del primo Ottocento e il manuale di solfeggio di Batiste sono state unificate con altre edizioni di trattati nella torre libraria della Biblioteca, mentre le messe del pieno e ultimo Ottocento sono nelle "Miscellanee musicali".
Il primo nucleo di composizioni si riferisce alla polifonia seicentesca con una decina di musiche sacre, collezionate in libri parte stampati tra il 1646 e il 1692 da editori romani (Mascardi), bolognesi (Giacomo e Pier Maria Monti) e veneziani (Francesco Bodio). Si notano musiche di Giovanni Andrea Florimi, Giovanni Paolo Colonna, Alessandro Grandi, Francesco Foggia, Giovanni Francesco Anerio e varie raccolte curate da Giovanni Battista Caifabri. A queste si aggiunge la partitura manoscritta, datata 1630, dei madrigali di Tommaso Pecci.
Segue la produzione settecentesca manoscritta, con titoli (circa una ventina) del volterrano Francesco Zannetti; tantissimi (in tutto quasi duecento) dei senesi Carlo Lapini (Siena 1724-1802), Francesco Ceracchini (1767-1834), Lorenzo Borsini, e, soprattutto, Deifebo ed Ettore Romagnoli (tutti connessi anche con la cappella del duomo); più di cinquanta trascrizioni da opere sacre di Giovan Carlo Maria Clari, Franz Joseph Haydn e Giovanni Battista Pergolesi, e alcune edizioni (es. Litanie op. 1 di Padre Martini e una messa di Angelo Antonio Caroli, entrambe edite da Lelio della Volpe, rispettivamente nel 1743 e 1766).
L’impennata della produzione ottocentesca è evidente nella grande mole di opere di Angelo Ortolani (1788-1871), maestro negli anni ‘30, Quirino Bocciardi (nato a Radicondoli nel 1812), musico attivo dagli anni ‘40 ai ‘70, Rinaldo Morrocchi, maestro di cappella negli anni ‘70 e ‘80, e Stefano Zani, compositore tra gli ultimi anni ‘70 e i primissimi anni del ‘900.
Le musiche di Ortolani e Bocciardi si presentano in centinaia di esemplari autografi, recanti presumibilmente la loro intera produzione: messe, opere sacre per ogni occasione (spiccano, soprattutto nella produzione di Bocciardi, le messe private per molti committenti nobiliari); pezzi profani di ogni genere (ballabili, sinfonie, molte delle quali di Bocciardi, trascrizioni di pezzi d’opera da Cimarosa a Verdi, canzoni, inni civici, pezzi dedicati alle contrade come il mottetto per la contrada del Nicchio di Ortolani del 1832, e concerti come il Piccolo concerto per flauto di Bocciardi del 1860); trascrizioni e rielaborazioni di musica sacra di altri maestri italiani famosi (Francesco Grassi detto Bassetto, Padre Martini, Luigi Cherubini, Gioachino Rossini, Saverio Mercadante, Luigi Rossi). Ortolani e Bocciardi sono stati anche i più impegnati nella gestione della scuola di musica della cappella, nata nel 1828: per esempio Ortolani scrisse 100 solfeggi. Ortolani subentra come maestro di cappella Rinaldo Morrocchi, i cui autografi testimoniano quasi 30 anni dal 1856 al 1884: oltre a messe, inni, vespri, responsori e salmi (quasi sempre presenti in partitura e parti), vi sono sue rielaborazioni per organo di lavori sacri (ma anche qualche musica profana) di altri autori (i senesi Girolamo Chiti e Carlo Lapini, insieme a Giovan Carlo Maria Clari, Vincenzo Goletti e Saverio Mercadante). Di Stefano Zani rimangono poco più di 30 pezzi sacri databili dal 1878 al 1903, tutti con un organico estremamente ridotto rispetto ai precedenti (spesso le sue messe presentano solo canto accompagnato dall'organo), nonché un Saggio teorico musicale forse autografa redatta per la scuola.
La produzione ottocentesca ha lasciato traccia in alcuni esemplari a stampa come la partitura del secondo Requiem di Cherubini (ed. Schlesinger), servita per la copiatura di parti manoscritte; le partiture dei Vespri e delle Litanie di Luigi Rossi (ed. Magrini e Tipografia Tiberina); un metodo di teoria della musica di Rinaldo Ticci (Siena, Litografia Mucci, con dedica a Teresa Miriam Gatteschi), direttore della Banda Municipale, nonché insegnante di Rinaldo Morrocchi; due composizioni donate da Luigi Ferdinando Casamorata (Due antifone stampate da lucido manoscritto nel 1878), e la seconda Messa da requiem (pubblicata da Genesio Venturini di Firenze); il trattato di solfeggio di Edouard Batiste (Paris, Heugel, circa 1865), a probabile uso della scuola; e le 50 lezioni op. 9 di Giuseppe Paolo Concone (1801-1861) in un’edizione Litolff di Braunschweig.


Genere
Vocale operistica/profana
Vocale sacra

Consistenza materiale principale
Manoscritti musicali: poco meno di 1000
Musica a stampa antica (1500-1830): circa 20
Musica a stampa moderna (post 1830): 3
Trattati Musicali: 2


Datazione del materiale
1601-1700
1701-1800
1801-1900
1901-2000

Caratteristiche fisiche
Le musiche si presentano nella quasi totalità complete di partitura e parti, riunite in faldoni con fettucce.


Identificazione
Tutte le musiche della cappella hanno un’etichetta bianca ornata di ghirigori azzurri recante un numero progressivo manoscritto con grafia tardo-ottocentesca, congruente con la numerazione della coeva Copia della Musica appartenente all’Opera della Chiesa di Provenzano estratta dall’Inventario Generale conservata all’Archivio Arcivescovile di Siena (vedi relativa scheda). Quasi tutti i pezzi recano anche il timbro distintivo dell’Opera di Provenzano.


Esemplari con dedica
Dalle musiche visionate a campione dell'interno fondo, citiamo solo due esempi di dediche: note autografe di Luigi Ferdinando Casamorata nelle due composizioni donate, e dedica a Teresa Miriam Gatteschi nel metodo di solfeggio scritto da Rinaldo Ticci. Nell’inventario di De Benedictis e De Gregori del 1988 è indicata una Messa provenzana dedicata espressamente alla cappella da Girolamo Chiti, ma è andata dispersa già prima della catalogazione in ISIS del 2000. 

Altri fondi nel fondo
Si riconoscono nuclei specifici derivanti dal lavoro dei singoli compositori: Angelo Ortolani, Quirino Bocciardi, Rinaldo Morrocchi e Stefano Zani.

Stato di conservazione
Buono

Ambiente di conservazione
Tutte le musiche manoscritte sono conservate in faldoni con fettucce all'interno della torre libraria della biblioteca.

Bibliografia
Music and Musicians at Santa Maria di Provenzano, Siena, 1595-1640 / Colleen Reardon. In The Journal of Musicology, v. 11 n. 1 (inverno 1993), Oakland (CA) : University of California Press, 1993, p. 106-132.

I fondi musicali senesi dell’Archivio dell’Opera del Duomo e della Biblioteca degli Intronati / Sergio Balestracci. In Fonti musicali senesi. Storie, prassi e prospettive di ricerca. Atti della giornata di studi Siena, Complesso Museale di Santa Maria della Scala, 17 ottobre 2016 / a cura di Giulia Giovani. Siena : Accademia senese degli Intronati, 2018.

Data ultima modifica
29.11.2019

Fonte compilazione
sopralluoghi di Bianchi e Palloni nel novembre-dicembre 2018



Torna su

data management by SistemaLab