Database dei fondi musicali toscani

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Fondo dell'Unione bandistica senese

Conservatore
Unione bandistica senese Banda città del PalioUnione bandistica senese Banda città del Palio

Indirizzo: Piazza Libertà 14 ? Fortezza Medicea
CAP: 53100
Comune: Siena
Provincia: SI
Regione: TOSCANA
http://www.bandacittadelpalio.it/blog/



Produttore
Unione bandistica senese Banda città del Palio Unione bandistica senese Banda città del Palio
Estremi cronologici: 1959-
Cenni biografici: Dopo prodromi cinquecenteschi e settecenteschi (fiorente fu il Concerto cittadino nato nel 1792 sotto il patrocinio di Ferdinando III), nei primi anni dell'Ottocento si costituiscono a Siena due complessi bandistici: la Banda Municipale (nel 1815), sotto la direzione di Francesco Ceracchini (o Cerracchini), già organista del Duomo di Siena, che dal 1827 lascia la direzione a Rinaldo Ticci; e la Filarmonica (nata nel 1827). Le due formazioni collaborarono in molti modi e occasioni, spesso scambiandosi maestranze e maestri, e partecipando anche a molte funzioni religiose (con il Duomo e con Provenzano) oltre che alle feste cittadine (entrambe, alternandosi, suonavano alle due giostre del Palio), ma fu sempre la Banda Municipale a ottenere finanziamenti comunali. Nel 1837 Ticci istituì una Scuola di musica comunale, e dagli anni '60 dell'Ottocento anche la Filarmonica apre un suo istituto didattico, mentre Pietro Formichi fonda una Società orchestrale. Nel 1868, il Gonfaloniere senese impone la fusione tra la Banda Municipale, la Scuola municipale, la Società di Formichi e anche, ufficiosamente, l'Orchestra del teatro, mentre la Filarmonica e la sua scuola rimangono indipendenti, ristabilendo il vecchio dualismo tra una società musicale comunale e una civica. Le collaborazioni non cessano (Pietro Formichi, maestro dal 1879, e Rinaldo Franci, dal 1895, scrivono per entrambi i complessi e promuovono sodalizi anche con la filodrammatica dell'Accademia dell'Aurora, mente la Filarmonica, diretta da Salvatore Giarretta, cerca di unirsi alla Banda Militare nel 1898), ma non si concretizza nessuno dei numerosi tentativi di unificazione. Nel 1904 il corpo municipale cambia nome in Banda Mascagni (considerato il più grande compositore toscano vivente) e, negli anni '20-'40, Ugo Mattii ne prende la direzione imponendo una forte innovazione nell'organico e nell'organizzazione: la Mascagni diventa vero e proprio organismo “statale”, parte integrante, a livello locale, dell'Opera Nazionale Dopolavoro. Dopo la seconda guerra mondiale, la mancanza di fondi di entrambe le formazioni e le difficoltà a trovare sedi adatte si condiscono con la voglia della città di Siena di creare una sorta di città della musica all'interno della Fortezza Medicea, e queste circostanze impongono alla fine, nel 1959, la fusione di Banda Municipale e Filarmonica in un unico ente, che viene ospitato nella Fortezza.
Note e bibliografia: La musica in Siena. Appunti storici relativi a quest'arte e a' suoi cultori / Rinaldo Morrocchi. Edizione a cura di Luciano Banchi con nota biografica dell’autore di Raffaello Lapi. Siena : Litografia Sordomuti di L. Lazzeri, 1886.

Storia della più antica banda musicale senese / Luigia Cellesi. Siena: Tipografia e litografia Sordomuti di L. Lazzeri, 1906 (ristampa anastatica con aggiornamento storico-bio-bibliografico a cura di Duccio Balestracci. Siena: Industria Grafica Pistolesi, 1998).

Opere e concerti in Siena dal 1785 al 1799 / Antonio Mazzeo. Siena : Cantagalli, 1994.

Rinaldo Franciviolinista e compositore senese del 1800 / Antonio Mazzeo. Siena : Cantagalli, 1997.


Anno di acquisizione
1959

Metodo di acquisizione
Nativo

Nota dell'acquisizione
Nonostante la banda attuale si sia formata solo nel 1959, essa eredita la produzione delle bande preesistenti, in qualche modo facendo risultare il suo fondo "nativo".

Storia del fondo
Dopo il 1959, le due bande esistenti a Siena (la Municipale e la Filarmonica, fondate già dall'Ottocento) si riuniscono nell'Unione bandistica senese, in parallelo a un progetto comunale di creazione di una cittadella della musica alla Fortezza Medicea che non si concretizza fino agli anni '90. Prima di allora l'Unione è rimasta nella sede della “storica” Banda Filarmonica, dietro la Chiesa di Provenzano. Quando l'Unione si forma, nel 1959, le musiche più antiche delle bande erano già state donate dagli eredi dei compositori coinvolti (Rinaldo Ticci e Rinaldo Franci) ad altre istituzioni (soprattutto la Biblioteca comunale degli Intronati), per cui oggi rimane all’Unione la musica composta dagli anni 1890-1910 in poi. L'Unione gestisce una scuola fiorente ed è tutt'ora la banda "ufficiale" della città.

Ambito disciplinare
Musica

Alimentazione del fondo
Aperto

Indicizzazione del fondo
Il “capobanda” dell’Unione, Luciano Bianchi ha stilato una lista di consistenza del posseduto in file excel, consultabile su richiesta in sede.

Accessibilità del fondo
Consultabile tramite appuntamento

Tipologia
In tutto l’Unione conserva più di 600 pezzi, 233 dei quali manoscritti. I manoscritti sono quasi tutti autografi di Ugo Mattii, l’ultimo direttore della banda a comporre davvero (soprattutto tra gli anni ‘10 e ‘30) ma anche il primo a inaugurare (negli anni ‘30 e ‘40) una politica di rielaborazioni, soprattutto operistiche, che seguirono anche i maestri degli anni ‘50 e ‘60. Si citano le riduzioni bandistiche manoscritte, spesso presenti in partitura e parti, dei lavori dei maggiori operisti italiani dell’Otto-Novecento (Verdi, Donizetti, Bellini, Rossini, Ponchielli, Puccini, Mascagni, Leoncavallo, Catalani, Cilea), ma anche pezzi e fantasie dal teatro musicale francese (Thomas, Gounod, Auber, Bizet, Meyerbeer, Berlioz), russo (Musorgskij, Borodin), tedesco (Wagner), operettistico viennese (Lehar, Suppé), da celebri pezzi strumentali europei (Weber, Chopin, Grieg, Liszt, Beethoven, Schubert, ?ajkovskij, Rimskij-Korsakov), da pezzi strumentali italiani (Paganini, Respighi) e da valzer straussiani, nonché adattamenti di marce militari americane.

Quasi 400 pezzi sono a stampa, acquistati dopo il 1960, in partitura, parti e lettorine, dalle case editrici (le maggiormente rappresentate sono Vichi, Scomegna e Belati). Il repertorio presente nelle stampe è simile a quello manoscritto ma si aggiorna con colonne sonore (Vangelis, Henry Mancini, Nicola Piovani, John Williams, Riz Ortolani, Alan Menken, i fratelli Sherman), ballabili (tanghi di Piazzolla), fantasie e adattamenti di canzoni leggere (Domenico Modugno, Freddy Mercury, gli Abba, Di Capua, De Curtis), e con pezzi bandistici di Jacob de Haan.

Completano il posseduto musicale alcune decine di trascrizioni dei pezzi manoscritti (soprattutto degli autografi di Mattii) effettuate con il programma Finale da Luciano Bianchi, l’attuale “capobanda”.

Presenti anche alcuni metodi classici di solfeggio per la scuola, attiva da sempre (si citano il metodo di Bona per il solfeggio e un metodo di tromba di Caffarelli), una cinquantina tra musicassette, VHS, DVD, CD di performance della banda (alcuni video di loro che suonano sono su YouTube), e molto materiale d’archivio relativo alla gestione della scuola e alla lunga storia della banda (hanno anche gli atti costitutivi della Banda Filarmonica del 1828).

Da segnalare, in cassaforte, la presenza dell'autografo della Marcia del Palio di Pietro Formichi, scritta per la Banda Municipale intorno al 1880.

Genere
Strumentale
Bandistica
Vocale operistica/profana

Consistenza materiale principale
Manoscritti musicali: 233
Musica a stampa moderna (post 1830): più di 400


Consistenza materiale secondaria
Documentazione archivistica
Strumenti musicali
Registrazione audio
Registrazione video
Programmi di sala e manifesti


Datazione del materiale
1801-1900
1901-2000
post-2000

Caratteristiche fisiche
Le musiche sono conservate in faldoni con fettucce, in lettorine e cartelle plastiche trasparenti

Identificazione
Nonostante l'esistenza di un timbro ufficiale dell'Unione, questo non è mai stato usato sulle musiche. Alcune musiche di Mattii hanno il suo timbro personale.

Esemplari con dedica
Il maestro Luciano Brigidi di Montalcino ha dedicato alla banda una marcia intitolata Fonte Gaia

La Marcia del Palio di Pietro Formichi fu scritta per la Banda Municipale intorno al 1880: l'Unione bandistica è l'unica formazione strumentale autorizzata all'esecuzione del pezzo durante le giostre del palio.

Altri fondi nel fondo
In un armadio apposito sono conservate 35 pezzi manoscritti, vergati da Mattii, recanti il suo timbro identificativo personale. Si tratta di partiture complete (alcune in più volumi) di opere liriche celebri, che Mattii ha trascritto spesso mantenendo l’organico originale, ma qualche volta intervenendo nell’orchestrazione. Una voce non confermata vuole che Mattii abbia copiato le partitura da antigrafi presenti nella Biblioteca del Conservatorio di Firenze. I pezzi sono stati acquistati da un privato nel 2003, e vi si trovano opere francesi e italiane (Faust di Gounod in 3 volumi, il quarto atto della Carmen di Bizet, Cavalleria rusticana e Amico Fritz di Mascagni, il Barbiere di Siviglia di Rossini in 3 volumi, Lucia di Lammermoor di Donizetti, altre opere di Rossini, Puccini, Giordano, Bellini, Mercadante), pezzi strumentali (soprattutto marce) di Spalla, Morini, Carobbi, Virgilio, Piazza, Bisogni e del senese Pannocchia (attivo a Siena negli anni a cavallo tra 1890 e 1920), rielaborazioni da pezzi J.S. e C.P.E. Bach, inni nazionali (un mix di inni rielaborato da Mattii), inni fascisti, e autografi non musicali di Mattii (un Corso di armonia, e suoi trattati di contrappunto)

Stato di conservazione
Buono

Ambiente di conservazione
Il fondo è conservato in armadi lignei chiusi. Il fondo nel fondo è in un armadio apposito in una stanza separata. La documentazione archivistica, il materiale della scuola e le registrazioni sono conservati in diverse librerie aperte all'interno della sede. Il materiale più antico è messo in sicurezza in cassaforte.

Data ultima modifica
22.01.2019

Fonte compilazione
sopralluogo di Nicola Bianchi e colloquio con Luciano Bianchi dell'ottobre 2018



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