Database dei fondi musicali toscani

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Istituto Ernesto De Martino. Materiale musicale

Conservatore
Biblioteca dell'Istituto Ernesto De MartinoBiblioteca dell'Istituto Ernesto De Martino

Codice ICCU: FI0529
Indirizzo: Via Scardassieri
CAP: 50019
Comune: Sesto Fiorentino
Provincia: FI
Telefono: 055 4211901
http://www.iedm.it/arch.php
iedm@iedm.it


Produttore
Istituto Ernesto De Martino Istituto Ernesto De Martino
Estremi cronologici: Gennaio 1966 -
Cenni biografici: Nel gennaio 1966, a Milano, Gianni Bosio, storico e ricercatore del movimento operaio che nel 1953 diede nuova vita alle Edizioni Avanti!, fondò con Alberto Mario Cirese l’Istituto Ernesto de Martino «per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario». Il primo luglio 1966 l’Istituto divenne operativo e Gianni Bosio affidò a Franco Coggiola l’incarico di curatore dell’Istituto stesso. Dopo la morte di Bosio (21 agosto 1971), nel 1972 l’Istituto Ernesto de Martino divenne l’Associazione Istituto Ernesto de Martino, presieduta da Clara Longhini fino al 1980. Nel 1981 Franco Coggiola fu eletto Presidente e Rappresentante Legale dell’Associazione, carica che mantenne fino alla sua morte (7 maggio 1996). Dal 19 maggio 1996, Presidente e Rappresentante Legale dell’Istituto fu Ivan Della Mea, morto il 14 giugno 2009. Con l’assemblea del 5 aprile 2009 assume l’incarico di Presidente e Responsabile Legale Stefano Arrighetti.

Fondato per dare continuità alle ricerche sul mondo popolare e proletario, già iniziate da Gianni Bosio verso la fine degli anni Quaranta, e improntato allo spirito libertario e al “marxismo critico”, l’Istituto Ernesto de Martino è l’erede di tutte quelle forme di organizzazione della cultura che hanno accompagnato le vicende della sinistra italiana, sorte al fianco o per interessamento o dietro la spinta o usando, a volte, soltanto la sigla del quotidiano del PSI «Avanti!».

Archivio sonoro specializzato – in cui sono confluiti e confluiscono i risultati delle ricerche sul campo di numerosi studiosi del mondo popolare e proletario, fissati in oltre 6000 nastri magnetici per un totale complessivo di circa 15000 ore di registrazione – l’Istituto ha raccolto materiali di carattere musicale (canti popolari e sociali, danze, riti, rappresentazioni popolari), testimonianze sui momenti più significativi della storia del movimento operaio, biografie di militanti, registrazioni di manifestazioni sindacali e politiche, ordinati in un archivio specializzato per la conservazione, la catalogazione e lo studio delle forme di espressività orale, con annessa biblioteca, videoteca e filmoteca.


Va detto ancora che l’Istituto Ernesto de Martino non è stato e non è solo un archivio: è stato ed è soprattutto – in quanto punto di raccordo tra interessi storici, sociostorici, antropologici ed etnomusicologici – un laboratorio per l’analisi del comportamento sociale del mondo oppresso e antagonista (modi di produzione, forme sociali derivate e dinamiche che ne scaturiscono, processi di trasformazione e di ricomposizione della classe), per la valorizzazione della cultura orale (in particolare per la sua utilizzazione critica negli studi storici e antropologici) e del canto sociale vecchio e nuovo.


Anno di acquisizione
1966

Metodo di acquisizione
Acquisto|Dono|Nativo

Storia del fondo
L'Istituto Ernesto De Martino nasce nel 1966 a Milano. Fondato per dare continuità alle ricerche sul mondo popolare e proletario, già iniziate da Gianni Bosio (1923-1971) verso la fine degli anni Quaranta e improntato allo spirito libertario e al “marxismo critico”, l’Istituto Ernesto de Martino è l’erede di tutte quelle forme di organizzazione della cultura che hanno accompagnato le vicende della sinistra italiana. Dopo varie vicissitudini raggiunge la sede attuale, a Sesto Fiorentino, nel settembre 1996.

Viene qui censito il posseduto bibliografico musicale che non rientra nelle descrizioni dei singoli fondi personali  presenti (si veda Fondo Alberto CesaFondo Pietro Clemente, Fondo Fabio Croppi, Fondo Alessandro Fornari, Fondo Goffredo Plastino) ma che è stato acquisito nel tempo dall'Istituto De Martino in diverse modalità, insieme al ricchissimo patrimonio archivistico e documentario. L'Istituto di Sesto Fiorentino, infatti, oltre alla biblioteca possiede un archivio fotografici e documentario e una vasta collezione di risorse audiovisive (nastroteca, discoteca e fil-videoteca) che non è descritta in questa sede (si veda la scheda SIUSA).

Alimentazione del fondo
Aperto

Indicizzazione del fondo
Come nel caso dei singoli fondi, il patrimonio bibliografico dell'Istituto costantemente catalogato nella Rete Documentaria fiorentina (SDIAF) (ultima visita: 19 mag. 2021; il link è qui disponibile).  Attraverso la maschera di ricerca è possibile filtrare i risultati secondo il Tipo di materiale insieme alla parola chiave "music$", di cui ad oggi si contano solo due titoli di musica notata a stampa e un complessivo di quasi 900 record di monografie di ambito musicale, compresi i libri conservai nei singoli fondi personali.

Per quanto riguarda le risorse audiovideo, ad oggi risultano catalogate 186 produzioni discografiche di repertorio folk/popolare, ma rimane escluso il materiale archivistico e gran parte della fonoteca.

Accessibilità del fondo
Consultabile tramite appuntamento

Tipologia
Il posseduto dell'Istituto De Martino (esclusi i fondi personali) è disposto su ottantaquatro scaffali, per un totale di circa 80 metri lineari. A questi si aggiungono dodici scaffali, per un totale di circa 12 metri lineari, situati nella cantina dell'Istituto, presso i quali sono conservati alcuni periodici e parte dei fondi documentari. Le risorse presenti complessivamente sono oltre 7000, tra monografie, periodici, musica notata e registrazioni. Coerentemente con gli interessi dell'Istituto,  si trovano principalmente pubblicazioni connesse alle discipline dell'etnomusicologia e dell'antropologia, alle tradizioni popolari e al mondo proletario. 

Per quanto riguarda il patrimonio bibliografico musicale conservato, esso comprende monografie a tema musicale (antropologia musicale e studi etnografici), raccolte di musiche (canzonieri, ecc.), periodici, tesi di laurea e miscellanee (opuscoli, libretti, volantini, cataloghi, notiziari, ecc.). In ciascuno dei formati precedentemente citati compaiono melodie e/o melodie con accordi della tradizione popolare e folkloristica, italiana e, in minor parte, straniera. La tipologia è sempre quella della musica a stampa (mai manoscritta), laddove fosse presente notazione musicale. Il genere trattato è sempre quello folkloristico/popolare: le musiche riportate in queste pubblicazioni sono frutto di ricerche etnomusicologiche effettuate in un arco di tempo compreso tra la fine dell'Ottocento/inizio del Novecento e i giorni nostri. Le date di pubblicazione delle edizioni in questione (in maggior numero italiane, ma anche straniere) sono comprese tra il 1909 e il 2021. Per citare solo alcuni esempi: Varco le soglie e vedo di Maurizio Agamennone (Squilibri, 2008); Bella mi' Santa Fiora. Il folclore nel paese degli Aldobrandeschi e degli Sforza. Canti popolari dell'Amiata raccolti e annotati da Leoncarlo Settimelli (1995) e periodici specializzati come Perarchi. Rivista di storia e cultura degli strumenti ad arco.

Sono presenti tutte le pubblicazioni, monografiche e periodiche, delle case editrici che nel corso del tempo hanno lavorato in collaborazione con l'Istituto De Martino, come Avanti!, Del Gallo, Bella Ciao e Nuovo Canzoniere Italiano: le edizioni milanesi Avanti! dal 1953 furono dirette da Gianni Bosio, per poi cambiare il nome, nel 1964, in Edizioni Del Gallo e caratterizzando progressivamente la propria attività nella produzione discografica popolare dei “Dischi del Sole”. In seguito alla morte di Bosio nel 1975 le Edizioni cambiarono ancora una volta nome in Edizioni Musicali Bella Ciao. Anche il gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano contribuì in maniera determinante, sia con gli spettacoli dell'omonimo gruppo musicale, sia con l'attività discografica, alla ricerca e alla diffusione sulla canzone popolare di protesta in Italia, in particolare tra gli anni ’60 alla fine degli anni ’70 (fu fautrice dell'affermazione del canto Bella Ciao e di altre melodie regionali).

Genere
Popolare/etnica

Consistenza materiale principale
Monografie a soggetto musicale: oltre 7000


Consistenza materiale secondaria
Documentazione archivistica
Periodici
Registrazione audio
Registrazione video
Programmi di sala e manifesti


Datazione del materiale
1801-1900
1901-2000
post-2000

Caratteristiche fisiche
Il materiale si presenta sottoforma di monografie, periodici, tesi di laure, libretti, opuscoli, volantini, cataloghi e notiziari.


Stato di conservazione
Buono

Ambiente di conservazione
Sala-biblioteca e cantina dell'Istituto Ernesto De Martino.

Bibliografia
I custodi delle voci: archivi orali in Toscana: primo censimento / a cura di Pietro Andreini e Alessandro Clemente. Firenze: Regione Toscana, 2008. PP. 111-112.

Data ultima modifica
29.06.2021

Fonte compilazione
Sopralluogo aprile e maggio 2021



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