Database dei fondi musicali toscani

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Fondo storico musicale

Conservatore
Opera della Primaziale PisanaOpera della Primaziale Pisana

Codice ICCU: IT-PI0115
Codice RISM: I-PIp
Indirizzo: Piazza Duomo, 17
CAP: 56126
Comune: Pisa
Provincia: PI
Regione: TOSCANA
Telefono: 050835011
www.opapisa.it
info@opapisa.it


Produttore
Cappella musicale della Primaziale Cappella musicale della Primaziale
Estremi cronologici: 1555-
Cenni biografici: La Cappella musicale della cattedrale di Pisa viene fondata da Francesco Bocchini nel 1556, ma già nel XII si ha notizia di un gruppo di Canonici cantori che rendevano più solenni le celebrazioni in Duomo con canti gregoriani. La Cappella musicale ha mantenuto la tradizione dell'utilizzo delle sole voci maschili fino al 1992, quando, per amplificare ulteriormente la solennità, si è deciso di affiancarle una schola cantorum di voci femminili, dando vita a un coro misto. Negli anni più recenti la Cappella musicale ha partecipato a rassegne e concerti in Italia e all'estero (ha organizzato, ad esempio, scambi con cori tedeschi), con notevole successo di pubblico e di critica; ha partecipato e vinto alcuni concorsi come il "I Concorso Nazionale città di La Spezia" (1998) e il "Concorso Internazionale di Verona" (1999) e alcuni suoi concerti sono stati registrati per le Edizioni Musicali EMA Records. Il repertorio dell'attuale Cappella musicale è sacro, e spazia dal gregoriano al contemporaneo, con una grande attenzione alla produzione polifonica, sia rinascimentale che moderna. Importante la prima esecuzione moderna del "Magnificat" per soli, coro e orchestra di G.Carlo Maria Clari, uno dei più influenti direttori della Cappella (1723-1754).
Note e bibliografia: La Cappella musicale del Duomo di Pisa : cronache del secolo XX / Franco Baggiani.  Pisa, 1992

I maestri di Cappella nella Primaziale / Franco Baggiani. (Musicisti in Pisa).  In: Bollettino storico pisano, 51 (1982), p. 271-294


Anno di acquisizione
1596

Metodo di acquisizione
Nativo

Storia del fondo
Il fondo storico della Primaziale conserva la musica utilizzata dalla Cappella musicale del Duomo di Pisa tra il XVI e il XX secolo. Il repertorio musicale attualmente in uso è conservato presso la sala delle prove del coro (vedi Fondo moderno), mentre in appositi armadi è conservata la collezione del Capitolo. L'attività della Cappella iniza nel XII secolo, ma incendi (come quello del 1595) e alluvioni (come quella degli anni '50 del '700) hanno distrutto e disperso gran parte della produzione più antica. Rimangono tracce di attività cinquecentesca in una sezione apposita del fondo dedicata alle cinquecentine e alle seicentine, ma il grosso del posseduto del Fondo storico inizia dalle composizioni dei maestri di cappella del XVII secolo. Benché non ci siano certezze documentali, la Cappella o il Capitolo devono aver promosso un'attività di scuola di musica dai primi decenni del Novecento: lo prova la notevole presenza di stampe di spartiti per canto e pianoforte di famose opere liriche (edizioni databili tra il 1910 e il 1940), di edizioni di singole arie d'opera celebri, di diversi esemplari di monografie di argomento storico-musicale principalmente a carattere scolastico-divulgativo, e di alcuni metodi didattici per strumento. Nel 2017 il CeDoMus ha partecipato a una attività di riordino che ha permesso una migliore conservazione archivistica.

Ambito disciplinare
Musica

Alimentazione del fondo
Chiuso

Indicizzazione del fondo
Nel 2017 è stato progettato un catalogo informatizzato consultabile in sede. Alleghiamo qui il vecchio catalogo ISIS di Franchini, Baldi e Donati del 2000-2003. Delle cinquecentine e seicentine esiste una lista di consistenza dattiloscritta degli anni '90 del '900, consultabile in sede.
Catalogo ISIS (Franchini, Baldi, Donati, 2000-2003)



Accessibilità del fondo
Consultabile tramite appuntamento

Tipologia
Il fondo storico musicale è formato da oltre 6000 unità catalografiche: la maggior parte delle composizioni appartiene al XVIII secolo.
Il fondo si può dividere in quattro sezioni:
- la prima è costituita da 21 edizioni musicali del Cinquecento e del Seicento, delle quali è presente, spesso, solo uno dei libri parte. 8 libri parte sono acefali, e non se ne conoscono il titolo e l'autore; 3 sono parti di contralto lacunosi di opere sacre di Palestrina e Santino Girelli. L'esemplare più antico è il libro parte del tenore delle Messe a 5 voci di Vincenzo Ruffo ristampate a Venezia da Gardano nel 1565, il più recente è una lacunosa parte di violino secondo delle Messe concertate op. 32 di Giovanni Battista Bassani stampata da Marino Silvani a Bologna nel 1710. Alcuni libri parte sono copie uniche al mondo: il tenore del secondo libro di madrigali di Pietro Maria Marsolo (stampato a Venezia da Giacomo Vincenti nel 1604), e il canto del secondo libro delle fantasie di Germano Pallavicino (stampato a Venezia da Ricciardo Amadino nel 1610). In questa sezione, insieme alle stampe, sono conservati 6 manoscritti seicenteschi, tutti lacunosi, di cui si possono identificare titolo e autore solo di due: della parte di contralto di una messa a 4 voci di Palestrina e quella di organo di alcune opere sacre di Giovanni Matteo Asola. Questa sezione del fondo ha subito smarrimenti e trafugamenti durante il trasferimento del materiale all'attuale sede: è stata recuperata nel lavoro di riordino del 2017.
- la seconda sezione copre il periodo dei secoli XVII-XVIII (circa 4 m. lineari) e in essa si può trovare l’esemplare manoscritto più antico (i Responsi per i morti a 5 voci di Teofilo Macchetti, la cui partitura manoscritta è piuttosto danneggiata e ne esistono copie settecentesche), tre seicentine (i Salmi a 5 voci, op. 20 di Girolamo Belli stampati a Venezia da Ricciardo Amadino nel 1610; i libri parte del contralto, del tenore e del basso dei Salmi concertati a 4 voci di Francesco Colombini editi a Venezia da Alessandro Vincenti nel 1634; i libri parte del soprano e del basso del primo coro della Psalmodia Vespertina di Agostino Steffani stampata a Roma da Angelo Muzio nel 1674), nonché brani di Palestrina, Da Victoria; per il XVIII secolo si segnala la produzione autografa dei maestri di cappella, primo tra tutti Giovan Gualberto Brunetti (530 opere), Giovanni Carlo Maria Clari (258 opere) e, con la fine del secolo, di Nicola Benvenuti (194 opere);
- la terza sezione del fondo storico è dedicata all’Ottocento (circa 4 m. lineari) con le composizione di autori internazionali come Bellini o Beethoven e nazionali/toscani, quali Salvatore Pazzaglia e Maurizio Belluomini; qui destano meraviglia i 19 esemplari di evidente provenienza del Fondo Pitti (la collezione granducale oggi conservata al Conservatorio Cherubini di Firenze), portati qui durante le permanenze dei Granduchi a Pisa negli inverni del primo Ottocento: si riconoscono dai pregevoli diorami illustrati applicati alle coperte e ai contenitori delle musiche di Salvatore Pazzaglia, Karl Georg von Reutter, Padre Martini, e Vozet. In questo nucleo sono notevoli alcune edizioni a stampa, spesso in esemplari unici in Italia, come le false messe mozartiane di Franz Gleißner (edite da Makarius Falter a Monaco intorno al 1802, presenti in un'esemplare smerciato da Bermann di Vienna), la messa di Mozart KV 192 pubblicata da Hoffmeister a Vienna, la Messa solenne op. 8 di Joseph Drechsler stampata a Praga da Joseph Polt nella prima metà dell'Ottocento, edizioni Breitkopf del primo decennio dell'Ottocento di musiche Haydn, la Messa op. 31 di Johann Baptist Schiedermayr (Vienna, Steiner, 1818), messe di Luigi Cherubini stampate a Parigi (da lui stesso e/o con l'apporto degli editori/incisori Schlesinger, Marquerie e Boieldieu tra il 1825 e il 1836), messe di Vincenzo Righini (Berlino, Schlesinger, 1824-25), di Vincenc Mašek (stampata da un editore anonimo nella prima metà dell'Ottocento), di Siegfried Neukomm (Lipsia, Peters, prima metà dell'Ottocento), di Joseph Preindl (Vienna, Mollo & Steiner, 1809), e i Mottetti di Franz Xaver Seyfried (Lipsia, Breitkopf & Härtel, 1817, smerciati da Bermann di Vienna);
- la quarta sezione contiene la produzione sacra novecentesca, per lo più dei maestri di cappella pisani, tra i quali si segnalano Pietro Pecchiai (circa 150 opere), Paolo Amatucci (244 opere), Bruno Pizzi (97), Franco Baggiani (193); a questa sezione si è aggiunta la musica probabilmente comperata per l'attività scolastica (spartiti per canto e pianoforte di famose opere liriche di Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini, Mascagni, Leoncavallo, Catalani, Giordano, editi dai maggiori editori del Novecento, Ricordi e Sonzogno), e la notevole collezione di riviste di musica sacra del secondo Novecento (es. L'organistaCelebriamoSchola e AssembleaLa mystica coraleLe armonie dell'organoLaus decoraMaestri dell'organoFiori dell'organo, tutti editi a Bergamo da Vincenzo Carrara a partire dalla fine degli anni '40 del '900 fino alle fine degli anni '70).
- alla collezione musicale si aggiunge molto materiale d'archivio afferente a ogni tipo di attività della cappella, dalle note di stipendio di musici e cantori, alle ricevute di acquisto di opere d'arte.

Genere
Vocale sacra

Consistenza materiale principale
Manoscritti musicali
Musica a stampa antica (1500-1830)
Musica a stampa moderna (post 1830)

Consistenza materiale secondaria
Documentazione archivistica
Periodici

Datazione del materiale
1501-1600
1601-1700
1701-1800
1801-1900
1901-2000

Caratteristiche fisiche
Gli esemplari erano conservati in fascicoli non rilegati inseriti in fogli di carta bianca e in faldoni aperti con lacci. Nel 2017, dopo un riordino a cui ha partecipato il CeDoMus, le musiche sono state immesse in nuovi faldoni e coperte con camicie anti acido.


Identificazione
In molti, ma non in tutti gli esemplari c'è il timbro moderno dell'OPA.


Altri fondi nel fondo
Fanno parte del Fondo storico musicale

  1. la raccolta di composizioni di Nicola Benvenuti, descritta in SIUSA (ultima visita: 24 ott. 2018), a oggi non separata in alcun modo dal resto de Fondo;

  2. le musiche di Pietro Pecchiai, descritte in SIUSA (ultima visita: 24 ott. 2018), a oggi non separate in alcun modo dal resto del Fondo;

  3. gli spartiti stampati di opere liriche, i metodi per strumento, le riviste di musica sacra, e le monografie storico-divulgative di argomento musicale probabilmente derivate dall'attività di scuola di musica svolta dalla cappella presumibilmente dall'inizio del Novecento (anche se non ci sono prove a riguardo): a oggi gli spartiti di opere e le riviste non sono in alcun modo separate dal resto del Fondo, mentre le monografie e i metodi sono in armadi appositi.



Stato di conservazione
Buono

Interventi di restauro
Conservato malamente ed esposto a danni dell'umidità, l'intero fondo è stato trasferito, ripulito e riordinato nel 2017.

Ambiente di conservazione
Armadi plastici chiusi negli edifici del Seminario.

Eventi di valorizzazione
Esecuzione in prima assoluta del Magnificat di Clari da parte della Cappella musicale (settembre 1994).
Esecuzione dello Stabat Mater di Clari per la rassegna "Anima Mundi" (1° ottobre 2008).
Nell'ambito della celebrazione dei 900 anni della consacrazione del Duomo, nel marzo del 2018, le cinquecentine, le seicentine uniche al mondo e i diorami provenienti dal Fondo Pitti sono stati oggetto di una esposizione nel Campo Santo di Piazza dei Miracoli. Nello stesso periodo, l'Opera ha promosso studi e conferenze sulla storia della Cappella e del Fondo storico musicale, i cui atti sono in fase di pubblicazione.

Data ultima modifica
24.10.2018

Fonte compilazione
Riccardo Donati, riordino di Nicola Bianchi e Andrea Ottani tra settembre e dicembre 2017



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